Il Tribunale di Messina ha recentemente emesso una sentenza di condanna per truffa aggravata ai sensi dell’art. 640 c.p., in un caso emblematico che ci ha visto impegnati nella difesa della persona offesa e che evidenzia i rischi delle transazioni online nel settore assicurativo. L’imputato è stato condannato a quattro mesi di reclusione e 300 euro di multa, con sospensione condizionale della pena.
La vicenda si è consumata nell’agosto 2021, quando la vittima, intenzionata a rinnovare la propria polizza RC auto come faceva da oltre dieci anni, si è collegata a internet per cercare il numero della sua compagnia assicurativa. Attraverso una ricerca su Google, ha contattato quello che credeva fosse il numero della compagnia assicuratrice, ma che in realtà era gestito dal truffatore.
Il raggiro si è sviluppato attraverso una serie di passaggi apparentemente legittimi: l’interlocutore ha richiesto tutti i dati personali e la copia del libretto di circolazione, comportandosi come un operatore assicurativo professionale. Circa due ore dopo, ha inviato un messaggio con il numero di una carta Postepay sulla quale effettuare il pagamento di 399 euro.
La vittima, non sospettando nulla inizialmente, ha effettuato il pagamento presso una tabaccheria. Tuttavia, ha iniziato a insospettirsi quando, pur richiedendo l’invio della polizza, riceveva solo risposte evasive e, successivamente, reazioni aggressive da parte del sedicente operatore.
Un risultato importante per la difesa della persona offesa si è concretizzato non solo con la condanna penale dell’imputato, ma soprattutto con il riconoscimento del danno subito. Il Tribunale ha infatti accolto la costituzione di parte civile e ha condannato il responsabile al risarcimento del danno quantificato equitativamente in 800 euro (più del doppio della somma sottratta fraudolentemente) ed al pagamento delle spese processuali
Questo risultato dimostra come la tempestiva denuncia e la corretta assistenza legale possano portare non solo alla giustizia , ma anche a un concreto ristoro economico per la vittima.
Questo caso giudiziario rappresenta un monito importante per tutti i consumatori che effettuano transazioni online, specialmente nel delicato settore assicurativo. A nostro avviso sono fondamentali alcuni accorgimenti come verificare sempre i canali ufficiali e non fidarsi mai dei numeri di telefono trovati tramite motori di ricerca. Accedere sempre al sito ufficiale della compagnia assicurativa digitando direttamente l’indirizzo nella barra del browser o utilizzando i contatti presenti sulla documentazione ufficiale già in possesso.
E’ bene anche diffidare dei pagamenti tramite ricariche Postepay
Le compagnie assicurative serie utilizzano sistemi di pagamento tracciabili come bonifici bancari o addebiti diretti su conto corrente (RID/SEPA). La richiesta di pagamento tramite ricarica su carte prepagate è un evidente segnale di allarme. Come ha giustamente notato la vittima in questo caso, il cambiamento improvviso delle modalità di pagamento avrebbe dovuto far scattare un campanello d’allarme.
Prima di mettersi alla guida, verificare sempre attraverso il portale dell’automobilista o contattando direttamente la compagnia che la polizza sia stata effettivamente attivata.
Nel caso in esame, questo controllo ha permesso alla vittima di scoprire tempestivamente la truffa.
In caso di sospetta truffa, è fondamentale presentare immediatamente denuncia alle autorità competenti e rivolgersi a un legale per valutare la costituzione di parte civile nel procedimento penale, come avvenuto con successo in questo caso.


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